Alessia Pifferi, la malattia di cui soffre che la spinta al gesto estremo (1 di 2)

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La piccola Diana è morta di stenti. Questo quello che è emerso dall’esame autoptico, effettuato ieri, 26 luglio, sul corpo della piccola, anche se ulteriori e più precisi dettagli verranno riportati dai medici nella relazione che verrà depositata tra qualche settimana.

La bimba, di soli 18 mesi, è stata lasciata dalla madre, la 37enne Alessia Pifferi, da sola, in casa, in un monolocale di via Parea, a Milano, mentre lei per 6 giorni si è recata a casa del nuovo compagno, elettricista 58enne di Leffe.

Prima di chiudere la porta dell’abitazione, ha posto la piccola in un lettino da campeggio con accanto un biberon con il latte, quello che avrebbe dovuto tenerla in vita, per 6 giorni.

Una storia dell’orrore, attorno al quale gravitano altri interrogativi cui si troverà risposta con l’esito degli esami tossicologici sui residui di latte, contenuti nel biberon. Il sospetto è che la bambina, per evitare di urlare, di piangere per la fame e la sete, sia stata sedata con alcune gocce di En, ansiolitico la cui boccetta quasi vuota è stata trovata in casa.

Il che renderebbe tutto il quadro, già di per sé atroce, ancora più drammatico, ancora più orrendo. Quanto questa piccola martire ha dovuto sopportare prima del decesso, avvenuto, circa 2 giorni prima del ritrovamento?