Nel piccolo centro molisano di Pietracatella, il silenzio delle festività natalizie è stato spezzato da una vicenda che continua a sollevare interrogativi inquietanti, quella del decesso per avvelenamento di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, rispettivamente madre e figlia.
Una storia, questa, che si muove tra ipotesi investigative, sospetti e ricostruzioni ancora frammentarie, mentre gli inquirenti cercano di dare un ordine a una sequenza di eventi che appare sempre più complessa.
All’apparenza, tutto era iniziato come un malore improvviso, simile a una grave intossicazione alimentare. Nulla lasciava presagire che dietro quei sintomi potesse celarsi qualcosa di molto più grave e difficile da individuare. Le prime ore del caso sono state segnate da ricoveri, dimissioni e nuovi peggioramenti che hanno confuso anche il personale sanitario.

Le indagini si sono rapidamente concentrate su ciò che è accaduto tra le mura domestiche, dove la famiglia aveva trascorso i giorni precedenti ai primi sintomi. Tra testimonianze, ricostruzioni e accertamenti tecnici, emerge anche il ruolo di una figura esterna alla famiglia, presente nei giorni cruciali e in grado di aver avuto accesso all’abitazione.
Un dettaglio che ha aperto nuove domande invece di chiuderne altre. Nel caso di madre e figlia avvelenate, si parla ora di un amico, ma cosa sta accadendo?
In seconda pagina tutti i dettagli su questo amico che continuano a riservare clamorosi colpi di scena nel giallo di Pietracatella. Clicca su ‘Leggi la seconda parte’ per scoprirli.