Il caso riguarda un bimbo di circa 2 anni e 4 mesi ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore andato storto: il cuore donato, prelevato da un altro bambino, sarebbe stato danneggiato durante il trasporto perché posto accidentalmente a contatto con ghiaccio secco invece che conservato secondo le procedure corrette per gli organi destinati ai trapianti.
Questo avrebbe causato una sorta di “bruciatura” dell’organo, rendendolo in gran parte non funzionante già al momento dell’impianto. La famiglia trattiene il fiato, stretta tra l’angoscia per le condizioni del bambino e la speranza che questa nuova occasione possa essere quella decisiva per salvarlo.
Sul caso si è aperto un vero dibattito medico: mentre alcuni medici e l’equipe del Monaldi non escludono completamente un nuovo trapianto e mantengono il bambino in lista d’attesa per un cuore compatibile, altri specialisti, tra cui quelli dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, hanno stabilito che il piccolo non possa essere più trapiantabile a causa del suo quadro clinico compromesso.

La Procura di Napoli ha avviato un’indagine sull’accaduto, con sei medici e personale coinvolto indagati per lesioni colpose gravissime, concentrandosi non solo sull’errore nel trasporto dell’organo ma anche sulla decisione di procedere con l’impianto nonostante il difetto accertato.
La storia ha suscitato profonda commozione e critiche a livello nazionale. La madre ha lanciato appelli per aiutare suo figlio, anche al Papa, mentre il presidente del Consiglio ha contattato la famiglia e assicurato che si farà piena luce sull’accaduto. E’ di questi minuti un clamoroso aggiornamento sul caso: la mamma è stata convocata d’urgenza in ospedale. Ci sono buone notizie: ecco tutti i dettagli nella seconda pagina.