Tra le colline toscane, dove il profilo degli ulivi disegna un orizzonte di apparente quiete, la serata di venerdì è scivolata via in un istante. Il silenzio della zona di Policiano, alle porte di Arezzo, è stato improvvisamente squarciato da un segnale che non lascia spazio a interpretazioni: il suono acuto di un allarme che rompe l’oscurità.
All’interno di una villa isolata, la normalità si è frantumata quando i proprietari hanno percepito delle presenze estranee. Non era un rumore del vento o di qualche animale notturno, ma il movimento coordinato di chi cercava di violare la proprietà. La reazione è stata immediata, dettata dalla necessità di difendere le mura di casa.
In quei secondi di puro caos, il proprietario dell’abitazione ha impugnato un’a*ma, e*plodendo un colpo verso l’alto. Un gesto dal chiaro intento dissuasivo, mirato a mettere in fuga gli intrusi che avevano già varcato il confine del giardino. La detonazione ha avuto l’effetto sperato, provocando la fuga precipitosa di tre persone verso l’esterno.Nella corsa disperata per guadagnare l’uscita, uno del gruppo ha cercato di superare l’ultimo ostacolo: la recinzione metallica che delimita la proprietà.

Un movimento rapido, forse goffo a causa della concitazione, che si è trasformato in un errore f*tale. L’i*patto con la struttura ha causato una l*sione profonda, che ha cambiato drasticamente il destino della serata.Mentre i complici sparivano nell’oscurità dei campi circostanti, l’uomo è riuscito a percorrere solo pochi metri prima di accasciarsi.
Il velo di normalità del quartiere è stato sostituito dai lampeggianti delle forze dell’ordine, giunte sul posto per una scena che nessuno avrebbe potuto prevedere.Il corpo è rimasto a terra, tra i filari di un vigneto poco distante, segnando la fine di un’incursione finita nel peggiore dei modi. Ma cosa è successo esattamente in quegli istanti di t*rrore puro oltre la cancellata? Nella pagina successiva tutti i dettagli.