Il mondo dell’informazione e dell’impegno civile si è svegliato sotto un velo di tristezza che avvolge le strade della Capitale. Roma, abituata al caos incessante e alle sue infinite narrazioni, oggi rallenta per rendere omaggio a una figura che ha fatto della parola un’arma di libertà e di difesa degli ultimi.In un’atmosfera sospesa, la notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente, lasciando un vuoto profondo tra i colleghi e chiunque abbia incrociato il suo sguardo fiero.
Era una donna che sapeva leggere tra le pieghe della realtà, capace di trasformare la cronaca in una battaglia civile mai scontata.Per decenni, il suo nome è stato sinonimo di coraggio intellettuale, una presenza costante in quelle redazioni dove il giornalismo non è solo un mestiere, ma una missione.
Il suo percorso, segnato da una coerenza rara, l’ha portata a essere un punto di riferimento imprescindibile per la sinistra italiana e per il mondo garantista.

Sempre in prima linea contro le ingiustizie, non ha mai avuto timore di sfidare il pensiero dominante, portando la sua voce laddove il silenzio sembrava soffocante. La sua penna ha tracciato solchi profondi, raccontando storie di diritti calpestati e di speranze da ricostruire, con una passione instancabile.La città si prepara ora a rivolgerle un ultimo pensiero, in un luogo che profuma di storia e cultura, proprio come la sua esistenza.
Mentre i ricordi affiorano tra chi l’ha amata, resta impressa l’immagine di una professionista che ha saputo restare umana tra le carte, senza mai perdere la bussola della verità.L’addio sarà un momento di raccoglimento collettivo, un incrocio di destini e storie che si ritrovano per onorare un’eredità morale che non svanirà con il tempo. Ma chi era davvero la donna che ha dedicato ogni respiro alla difesa dei diritti, e dove avverrà questo estremo saluto?