Il caso della cosiddetta famiglia del bosco sta dividendo l’opinione pubblica italiana e ponendo interrogativi profondi su quali siano i limiti tra libertà individuale e doveri dello Stato nella tutela dei minori. La vicenda riguarda una coppia straniera e i loro tre figli, che per anni hanno vissuto in un casolare sperduto nei boschi di Palmoli, in Abruzzo, adottando uno stile di vita alternativo.
L’interesse delle istituzioni si è acceso dopo un episodio particolare: un’intossicazione da funghi velenosi che ha portato l’intera famiglia al ricovero in ospedale. L’evento ha fatto scattare una serie di controlli da parte dei servizi sociali, dai quali sono emerse condizioni di vita ritenute inadeguate per i minori.
Il 20 novembre 2025 il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei tre figli dalla famiglia, sospendendo la potestà genitoriale. I bambini sono stati trasferiti in una comunità educativa, insieme alla madre, per un periodo di osservazione.

Il provvedimento è stato giustificato con la necessità di tutelare il benessere dei minori: le condizioni di vita nel casolare, la mancanza di servizi di base e la scarsità di socializzazione erano ritenute non compatibili con il pieno sviluppo dei bambini. La famiglia si è opposta con fermezza alle criticità evidenziate dal Tribunale, annunciando il ricorso.
E’ proprio di questi minuti un clamoroso colpo di scena. Questa volta, la decisione improvvisa dei genitori spiazza tutti. Il legale della coppia ha lasciato tutti di stucco con un importante annuncio. “Sono disposti a…”: ecco tutti i dettagli nella seconda pagina.