Il mondo della cultura, quello del piccolo e grande schermo ma anche quello comune, formato da tanti fedelissimi lettori e telespettatori, è in lutto per il decesso di una grande giornalista, scrittrice e attivista femminista che si è spenta a soli 51 anni, nella serata del 10 agosto, a causa di un brutto male con il quale combatteva da tempo.
Parliamo di Michela Murgia che, a maggio, ha deciso di comunicare a tutti di essere affetta da un carcinoma renale, giunto ormai al quarto stadio. Ha scelto, come noto, di non curarsi, adottando solo un’immunoterapia a base di biofarmaci, per guadagnare tempo, non per stradicare il male ma solo per stimolare la risposta del sistema immunitario.
Non ha mai avuto paura di morire, raccontando sino alla fine, sui social, la sua battaglia, pur sapendo che non le sarebbero rimasti molti mesi di vita. Così è stato, purtroppo, dato che la scrittrice si è spenta nella sua casa romana e con lei, se n’è andata una grossa personalità; una di quella che si è sempre battuta peer la libertà.
Una donna con la D maiuscola, che ha espresso, per l’appunto, liberamente il suo pensiero, entrando in contrasto apertamente con il mondo politico. Eppure non è questo il tempo di discutere, di polemizzare, di far riflessioni se non quello del raccoglimento per la scomparsa di Michela, attivista a tutto tondo, schietta, diretta, mai scontata, come solo una grande professionista sa fare.
A distanza di diverse ore dalla sua scomparsa, non si fa che parlare dell‘ultima telefonata di Michela Murgia alla madre. Scopriamone insieme il contenuto nella seconda pagina del nostro articolo.