La cronaca nera, nazionale ed estera, all’ordine del giorno, ci mette dinnanzi agli occhi la triste, spietata realtà; quella che non vorremmo vedere ma che, purtroppo, accade. A volte siamo portati ad ignorare, perché è più comodo farlo, senza scalfirci, senza perder tempo dietro storie che non ci riguardano, non sci sfiorano minimamente, presi già dai nostri problemi.
Sono scenari dell’orrore, quelli che si presentano agli inquirenti che hanno l’arduo compito di occuparsi di casi di un’efferatezza e crudeltà estrema. Un compito non certo facile, il loro, che si trovano a dover indagare. Le vittime hanno gli occhi impauriti dei minori, mentre coloro che li hanno ridotti in quello stato sono i genitori o i familiari stretti.
E’ questo che avviene tra le mura domestiche di molte famiglie. Si tratta di fatti orribili che vengono taciuti da chi, magari, sa, per omertà. Quest’ultima, lungi dall’essere una parola da relegare ad un dizionario, è sempre più imperante, nella nostra società.
Quando si tratta di minori, che potrebbero essere nostri figli, nipoti, semplici piccoletti che incrociamo per strada, nei passeggini o al parco giochi, quando sono loro coinvolti in storie dell’orrore, logico che, chiunque sia dotato di un briciolo di sensibilità, pretende giustizia.
Vediamo insieme cosa è accaduto ad un bimbo di solo 1 anno in quanto la sua storia è finita con l’occupare i principali siti di cronaca nera di tutto il mondo, nella seconda pagina del nostro articolo.