La triste vicenda di Casal Palocco continua a tenere banco su tutti i siti e i quotidiani di cronaca nazionale. Una vicenda complessa, specie perché, a perdere la vita, è stato un bimbo di soli 5 anni, il piccolo Manuel Proietti.
Il bambino viaggiava a bordo della Smart, guidata dalla madre 29enne e con a bordo la sorellina quando, tutto ad un tratto, il 14 giugno pomeriggio, la routine si è trasformata in in incubo. Il Suv Lamborghini con a bordo i The Bordeline, guidata da loro leader, Matteo Di Pietro, si è schiantata contro l’utilitaria dei Proietti.
Un impatto che, ore dopo, ha comportato il decesso del piccolo Manuel. Non sono Casal Palocco, ma tutta l’Italia, chiede giustizia e verità affinché simili fatti di cronaca così efferati, non si verifichino più. Di Pietro, 20 anni, leader e fondatore del gruppo di youtubers specializzati in sfide e challenge social estreme, alla guida dell’auto sportiva di grossa cilindrata, è finito agli arresti domiciliari.
Il ragazzo, cui sui pende l’accusa di omicidio stradale aggravato e lesioni, ha rotto il silenzio, a distanza di quasi due settimane dall’accaduto, di cui si stanno occupando le testate giornalistiche a pieno ritmo, dal momento che, di giorno in giorno, spuntano nuovi particolari.
Dopo la svolta nelle indagini legate alla velocità su cui viaggiava il Suv, quel maledetto 14 giugno, Matteo Di Pietro ha reso clamorose dichiarazioni che hanno raggelato tutti. Vediamo, in dettaglio, quanto da lui dichiarato nella seconda pagina del nostro articolo.