Vaccini, pro e contro. Ecco perché tutti dovrebbero vaccinarsi

In Europa stiamo assistendo al ritorno di malattie, come la difterite, che non si presentavano ormai da anni nei paesi industrializzati. Tutto ciò a causa del calo delle vaccinazioni. Cerchiamo di capire vantaggi e svantaggi legati all'immunizzazione

Vaccini, pro e contro. Ecco perché tutti dovrebbero vaccinarsi

Negli ultimi tempi si sta parlando molto dei vaccini. Questi sono sempre stati fonte di preoccupazioni per i genitori e per tutti quelli che per diversi motivi devono sottoporsi al loro utilizzo. Ci sono molte leggende legate all’argomento, da chi sostiene che causino autismo a chi crede questi siano dannosi e potenzialmente letali per la salute.

Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza sull’argomento. I vaccini sono dei preparati utilizzati in medicina per prevenire l’insorgenza di malattie infettive. Questi possono essere realizzati in modi diversi. Basti sapere, senza scendere troppo in dettagli tecnici, che oggi con l’avvento delle nuove tecniche di biologia molecolare si sta cercando di rendere i vaccini sempre più sicuri.

Nel corso della storia molte malattie infettive sono state sradicate grazie all’utilizzo di questi preparati, basti pensare al vaiolo (l’ultimo caso è stato descritto nel 1977). Oggi assistiamo in Europa alla ricomparsa della difterite (un nuovo caso in Italia), ormai presente solamente nei paesi in via di sviluppo e si teme il ritorno della poliomelite. Tutto ciò a causa del calo delle vaccinazioni.

È vero, i vaccini possono provocare effetti collaterali che tuttavia, non sono dannosi per la vita. Molto più dannosa è la mancata immunizzazione perché permette ai microrganismi patogeni di diffondersi. Infatti, quando la percentuale di chi si vaccina è molto alta, gli agenti infettivi non riescono a circolare e a scatenare epidemie, e quindi tutti sono al sicuro, anche chi (soggetti allergici e portatori di malattie rare) non possono vaccinarsi.

C’è da dire anche che gli esiti della vaccinazione non dipendono solamente dal preparato in se ma anche dalle condizioni e dalla risposta del soggetto ricevente il vaccino, che è massima nell’età puberale. Sono state smentite inoltre le teorie circa l’autismo e il contenuto di mercurio dei vaccini. Possiamo dunque affermare che, poiché le malattie per cui ci si vaccina sono potenzialmente letali, è molto più pericoloso ammalarsi che vaccinarsi.

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