Toxoplasmosi: sintomi e possibili cure

La Toxoplasmosi è un'infezione causata da un parassita, che in genere non reca particolari fastidi ai soggetti sani. Assume, invece, un'importanza cruciale durante la gravidanza, per via delle gravi conseguenze che potrebbero riguardare il feto

Toxoplasmosi: sintomi e possibili cure

La toxoplasmosi è una patologia anche abbastanza frequente, che spesso coinvolge il nostro organismo senza lasciare segni evidenti se non al livello immunitario. Cosa rende dunque la Toxoplasmosi una delle malattie più temute, sopratutto dalle donne? Come può una malattia apparentemente così innocua trasformarsi in un serio pericolo?

Per dare una risposta a queste domande bisogna riferirsi ad un particolare periodo che riguarda l’universo femminile, forse uno dei momenti più belli e gioiosi della propria esistenza, quello in cui un altro cuoricino batte dentro al proprio corpo.

Infatti, i maggiori rischi della Toxoplasmosi sono legati proprio alla gravidanza, dal momento che contrarre la malattia durante la gestazione potrebbe comportare non pochi problemi al feto.

Vediamo, dunque, di conoscere meglio la Toxoplasmosi, i sintomi, possibili cure e soprattutto come prevenirla.

Toxoplasmosi: sintomi e possibili cure

Cosa è la Toxoplasmosi

Si tratta di una malattia infettiva legata ad un parassita, noto come Toxoplasma Gondii, presente in genere negli uccelli ed altri mammiferi, con la possibilità di trasmettersi anche da un animale all’altro anche attraverso l’alimentazione, soprattutto di carne infetta.

La Toxoplasmosi può essere, invece, trasferita all’uomo solo attraverso i felini oppure attraverso il consumo di carni che contengono le cosiddette cisti del Toxoplasma. In particolare, nel gatto questo parassita si sviluppa fino alla riproduzione, con la conseguente produzioni di oocisti che vengono poi liberate nell’ambiente esterno attraverso le feci, contaminando verdure ed ortaggi, altri mammiferi ed anche l’uomo.

Molto spesso, come accennato prima, si viene a conoscenza di questa malattia solo alla prima gravidanza anche se, invece, si tratta di un patologia che in Italia riguarda circa il 50% della popolazione, che avendola contratta in forma asintomatica può rendersene conto solo con un esame del sangue specifico.

L’infezione da Toxoplasma è innocua per soggetti sani e non compromette la normale quotidianità delle persone, che peraltro restano immuni per tutta la vita. Il discorso è differente per le donne in gravidanza, ed è questo il motivo di tanta attenzione alla Toxoplasmosi in corrispondenza di questa fase delicata della vita di una donna.

Toxoplasmosi in gravidanza

L’infezione da Toxoplasma, se contratta prima della gravidanza, non porta alcun disagio alle donne che decidono poi di concepire un figlio, anzi potranno godersi la gestazione in modo più tranquillo e spensierato vista l’immunità acquisita per tutta la vita.

Il pericolo è molto alto se, invece, l’infezione viene contratta proprio durante la gestazione. In realtà i rischi non riguardano la mamma, che affronterebbe a livello fisiologico l’infezione allo stesso modo, ma il feto. Infatti, la placenta è permeabile a questo protozoo che può causare seri problemi alla salute del piccolo nascituro.

Per tale motivo, subito prima di una gravidanza e durante il corso della stessa, è bene sottoporsi a prelievi del sangue per verificare la presenza o l’assenza degli anticorpi da Toxoplasma. Nel caso non aveste ancora contratto l’infezione, non bisogna allarmarsi ma è certamente il caso di mettere in pratica una serie di regole che aiutano ad affrontare in modo sereno e senza problemi la gravidanza.

Toxoplasmosi: sintomi e possibili cure

Ripercussioni della Toxoplasmosi sul feto

I problemi che possono insorgere a carico del feto durante l’infezione da Toxoplasmosi variano in base all’epoca gestazionale in cui viene contratto il parassita: in linea di massima, quanto più precoce è l’infezione, tanto più gravi sono i problemi e le conseguenze. Il motivo di questa affermazione è da ricercarsi nel fatto che il parassita può passare al feto prima che la gestante riesca a produrre gli anticorpi necessari, trovando così solo il sistema immunitario del feto che nelle prime settimane è quasi del tutto assente o comunque non abbastanza sviluppato per combattere il parassita.

Fra le possibili complicazioni, si riscontrano alcune malformazioni, danni al sistema nervoso, idrocefalo, microcefalia e cecità.

Sintomi della Toxoplasmosi

Nonostante il 90% delle persone sviluppi una forma asintomatica della Toxoplasmosi, la restante parte della popolazione riscontra alcuni sintomi specifici come una leggera febbre oltre ad una linfoadenopatia latero-cervicale.

Queste indicazioni devono soprattutto interessare le donne in gravidanza, come ulteriore campanello d’allarme rispetto all’esame del sangue, per tenere sotto controllo la possibilità di contrarre l’infezione.

Come curare la Toxoplasmosi in gravidanza

Le gestanti che hanno contratto il parassita della toxoplasmosi devono immediatamente consultare il proprio medico, il quale provvederà alla prescrizione di un antibiotico. In particolare nel primo trimestre si suole somministrare la spiramicina, mentre dalla seconda metà del secondo trimestre si somministrano in genere pirimetamina e sulfadiazina.

In realtà, però, la cura migliore in questo caso è la prevenzione e bastano davvero poche e semplice regole per vivere serenamente la gravidanza, senza correre il pericolo di contrarre la Toxoplasmosi.

Toxoplasmosi: sintomi e possibili cure

Come prevenire la Toxoplasmosi

La prima regola fondamentale è senza alcun dubbio cuocere le carni adeguatamente fino a che non raggiunga una temperatura interna di almeno 70°C (in genere è sufficiente che sia ben cotta e non al sangue per intenderci).

Per lo stesso motivo, evitare di mangiare cibi crudi e lavare accuratamente le mani e tutti gli utensili che sono venuti a contatto con carni crude, meglio con l’impiego di un detergente disinfettante.

Lavare molto bene verdure ed ortaggi soprattutto se questi vanno consumati crudi, preferibilmente con soluzioni clorate specifiche per gli alimenti, stessa cosa anche per frutta ed erbe aromatiche.

Non consumare per nessun motivo latte fresco non pastorizzato, né alimenti che lo contengano.

Durante le operazioni di giardinaggio usare dei guanti ed evitare di toccarsi il viso e la bocca con le mani sporche, che andranno comunque igienizzate anche dopo aver rimosso i guanti.

Se in casa è presente un animale domestico evitare il più possibile il contatto con i suoi escrementi o con oggetti contaminati quali lettiere e sabbie igieniche. Inoltre, evitare il contatto con animali randagi perché anche i loro peli potrebbero essere veicolo di oocisti che inavvertitamente potreste ingerire.

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