Perdite da impianto: come sono e quanto durano

Le perdite da impianto possono essere del tutto naturali in una donna ma bisogna saperle riconoscerle per distiìinguerle da segnali di problemi più seri. Vediamo, quindi, come sono, quanto durano e quando bisogna iniziare a preoccuparsi

Perdite da impianto: come sono e quanto durano

Le perdite da impianto possono essere motivo di grande preoccupazione per ogni donna in gravidanza che inizia questo magico cammino.

Quando avviene il concepimento il primo sintomo è l’amenorrea, ovvero l’assenza delle mestruazioni, nonostante tutto può accadere che vi sia un sanguinamento, si tratta di perdite da impianto.

Queste perdite ematiche sono del tutto normali e non significa che vi sia un rischio per il feto e per il buon proseguimento della gravidanza. Vediamo di capire insieme come sono, quanto durano e cosa fare in caso di perdite da impianto dolorose.

Conoscere il problema, infatti, aiuterà a non allarmarsi, spesso senza motivo.

Cosa sono le perdite da impianto

Queste perdite sono dovute al processo d’impianto dell’ovulo fecondato che, circa dopo 5 giorni, si sposta dalle tube all’utero, dove rimarrà per tutto il periodo della gravidanza, in un luogo accogliente e sicuro in cui potrà crescere fino al momento in cui avranno inizio le contrazioni.

L’ovulo si annida nell’endometrio, una parte anatomica ricca di vasi sanguigni e capillari che possono facilmente rompersi durante l’impianto e causare un lieve sanguinamento, ossia le perdita da impianto.

Perdite da impianto: come sono e quanto durano

Perdite da impianto o ciclo?

Le perdite da impianto possono comparire in un periodo molto prossimo alle mestruazioni, perciò possono essere  confuse con il ciclo mestruale sebbene si presentino di colore ed intensità diversa. Se le perdite sono di colore rosso vivo, abbondanti e accompagnate da dolori al ventre, se siete convinte che vi sia stato il concepimento, è opportuno che facciate un test di gravidanza per averne la conferma.

Se il test dovesse risultare positivo consultate quanto prima il ginecologo per escludere che vi sia una minaccia d’aborto, infatti le perdite da impianto abbondanti non sono normali. Le perdite da impianto non sono dolorose ma è possibile avvertire qualche piccolo crampo all’addome che potrebbe far pensare ai sintomi della sindrome premestruale.

Può accadere che si presentino perdite marroni prima del ciclo mestruale, ma solitamente sono legate ad uno stato ormonale alterato e possono essere tipiche di chi usa la pillola anticoncezionale, ma comunque possono comparire in particolari momenti di stress in cui il fisico è debilitato.

Perdite da impianto: come sono e quanto durano

Perdite da impianto: quando compaiono e come sono

Vediamo adesso dopo quanti giorni si possono presentare le perdite da impianto. Solitamente si manifestano circa 6-12 giorni dopo l’avvenuto concepimento e, rispetto alle mestruazioni, sono di lieve entità, tanto da essere considerate spotting. Si tratta di un flusso molto leggero che, a differenza delle mestruazioni, non si presenta di colore rosso vivo, bensì sono perdite marroni o rosate. La loro tonalità è dovuta all’ossidazione dell’emoglobina.

Capire come sono le perdite da impianto ed il loro colore può essere utile per identificare quando è avvenuto l’annidamento dell’ovulo. Se esse si presentano rosate, il sangue è fresco, perciò si può pensare che l’ovulo si sia impiantato recentemente, al contrario se si presentano più scure, si può stimare che l’impianto sia avvenuto alcuni giorni prima.

Molte donne non si accorgono delle perdite d’impianto perché i sintomi sono talmente lievi da passare inosservati. Questo non significa che non vi sia un buon annidamento dell’ovulo, ma solo che i vasi ed i capillari non sono stati lesionati.

Quanto durano le perdite d’impianto? Come detto precedentemente si tratta di un sanguinamento molto lieve legato esclusivamente all’annidamento dell’ovulo, perciò è un fenomeno che ha una durata molto breve.

Se non siete sicure dei segnali che vi invia il vostro corpo non abbiate remore nel contattare il vostro ginecologo, ne va della vostra salute e di quella del bambino.

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