Gravidanza: sintomi della prima settimana

La prima settimana di gravidanza è senza alcun dubbio il periodo più delicato della gestazione, che però non si manifesta con sintomi evidenti o cambiamenti del corpo. Ecco alcuni piccoli consigli che vi possono aiutare a capire se siete incinte

Gravidanza: sintomi della prima settimana

La prima settimana di gravidanza è per molte donne un periodo di totale inconsapevolezza. Un periodo in cui non si sa ancora di aspettare un bambino, dal momento che spesso molte donne pensano si possa trattare di un ritardo, normale e frequente, del proprio ciclo mestruale, specialmente se si tratta di una gravidanza non cercata ed inaspettata.

Vediamo, dunque, quali sono i sintomi che possono far pensare al dolce evento, in modo tale da ricorrere a test specifici che vi daranno poi la certezza di una nuova vita che cresce dentro voi.

I sintomi della prima settimana

La prima settimana di gravidanza, infatti, non ha dei sintomi visibili e soprattutto poco riconducibili a questa nuova e dolcissima condizione fisica nella donna. I sintomi principali, infatti, di questa primissima fase della gravidanza possono essere stanchezza, piccoli cambiamenti di umore e frequente bisogno di fare pipì. Tutti sintomi che in realtà si possono ricondurre a molte altre cose, ad un periodo di stress o a delle giornate particolarmente intense.

Solo al prolungarsi dell’assenza del ciclo mestruale si fa un test di gravidanza o ci si reca da un ginecologo e dopo una visita approfondita si riesce a calcolare perfettamente il periodo del concepimento e di conseguenza il calcolo del giorno presunto del parto.

Altri sintomi che possono considerarsi tipici della prima settimana di gravidanza sono anche crampi e gonfiore all’addome.

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Lo sviluppo del bambino

Durante la prima settimana di gravidanza non c’è alcun bambino in realtà ma si tende per convenzione ad includerla nel conto delle 40 settimane di gravidanza. Solo dopo questa prima settimana avviene la fertilizzazione e lo sperma raggiunge il follicolo nelle tube di Falloppio dando vita ad uno zigote.

In questa fase il futuro bambino viene chiamato blastocito ed ha delle dimensioni più che microscopiche.

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I cambiamenti del corpo

Durante la prima settimana di gravidanza non si notano dei cambiamenti nella struttura fisica della futura mamma, mentre sono tanti i cambiamenti che iniziano a compiersi all’interno del suo corpo. Si potrà comunque notare un po’ di nausea mattutina, gonfiore e stipsi. Alcune donne, inoltre, sviluppano delle vene varicose in prossimità dei seni, che possono diventare tesi e un po’ doloranti.

Si tratta di piccolissimi cambiamenti, che in questa fase sono davvero minimi tanto che, come detto prima, molte donne non si accorgono della propria condizione se non dopo aver fatto un test di gravidanza oppure essersi sottoposti ad una visita ginecologica.

Se non vi è parere contrario da parte del medico in vista di una condizione fisica particolare, in questa prima fase della gravidanza si può continuare a svolgere le proprie attività ed una vita assolutamente normale, prestando solo piccole attenzioni nella gestione degli sforzi che non dovranno essere particolarmente compromettenti per la propria condizione.

I cambiamenti del corpo sono praticamente nulli, ragion per cui spesso ignorati e non rilevati dalle donne.

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Cosa fare se si è incinte

Alle prime avvisaglie è importante capire subito se si è incinte oppure no per cui bisogna fare un test di gravidanza e contattare il proprio ginecologo di fiducia per procedere alle analisi ed alle visite di routine.

In considerazione della nuova vita che si va facendo spazio nel proprio corpo, la futura mamma dovrà correggere la propria alimentazione, se ce ne fosse bisogno, cercando di assumere alimenti sani, evitare di fumare e vere alcolici.

Su indicazione del proprio ginecologo bisognerà iniziare ad assumere dell’acido folico e degli integratori vitaminici così da fornire al piccolo tutto ciò di cui ha bisogno per svilupparsi al meglio. Inoltre, fra i vari test, non bisogna dimenticare quello legato alla Toxoplasmosi, soprattutto nel caso di un amico a quattro zampe in casa o di una particolare passione per l’orto.

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