Cos’è il panico notturno nei bambini

Il panico notturno è un'alterazione del sonno che colpisce molti bambini e che può davvero spaventare molto i genitori. Ecco cosa c'è da sapere su questi attacchi

Cos’è il panico notturno nei bambini

Il panico notturno nei bambini è un problema che può influire molto sulla qualità della vita dei più piccoli ma anche dei genitori.

Non c’è genitore che non abbia sofferto la mancanza di sonno, in particolare nei primi mesi di vita del proprio bambino. Solitamente, dopo i primi tempi particolarmente difficili, nella maggior parte dei casi, il bambino comincia ad adottare uno stile di vita più regolare e ciò comporta un sonno notturno più profondo e meno interrotto.

Con la crescita il bambino, abituato ormai alla propria cameretta e al ritmo giorno/notte, riposa serenamente fino al mattino. Purtroppo questo non è quello che accade ai bambini che soffrono di panico notturno.

Cos’è il panico notturno

Il terrore notturno, conosciuto anche come Pavor Nocturnus, è un disturbo che colpisce molti bambini nella fascia di età compresa fra i 3 e i 6 anni.

Si tratta di un disturbo del sonno che interessa circa l’8-10% dei bambini che, nella notte, si svegliano improvvisamente in preda ad attacchi di panico e pianto inconsolabile: è molto raro che questi episodi accadano durante il riposino pomeridiano, ma colpiscono con regolarità nelle prime ore del riposo serale, solitamente nell’arco della prima ora e mezza di sonno.

In questo particolare momento del sonno il bambino non si trova ancora in fase REM ed è quindi impossibile che gli attacchi di panico siano causati dai sogni che il piccolo potrebbe fare. Gli studiosi ritengono che il panico notturno sia un’anomalia che interessa la fase tipica tra il sonno molto profondo ed il sonno leggero, ovvero prima che si formino i sogni.

Cos’è il panico notturno nei bambini
Il bambino colto da panico notturno piange disperato

Cosa accade al bambino

Se osservate un bambino che viene colto da Pavor Nocturnus vedrete che improvvisamente si fa molto agitato, suda, si irrigidisce, comincia a muoversi nel letto e poi scoppia in un pianto improvviso e molto forte.

Alcuni bambini più grandi si possono mettere addirittura a sedere urlando, altri, si alzano dal letto e compiono movimenti imprecisati e scomposti che non hanno nulla a che fare con il sonnambulismo.

Gli episodi durano al massimo una decina di minuti, durante i quali il bambino non sembra interagire in alcun modo con il mondo esterno. Alcuni studi hanno rilevato che la durata dell’episodio di panico notturno è più lunga e intensa proporzionalmente a quanto più tardi si presenta rispettivamente al momento in cui il bambino si è addormentato.

Cosa scatena l’attacco di panico notturno

I fattori che possono concorrere alla comparsa del panico notturno sono svariati: stimolazioni sonore o luminose che il bambino riceve durante il sonno, attacchi d’asma, reflusso gastro-esofageo, traumi psicologici, alimentazione errata, attacchi febbrili e, da non sottovalutare, l’eccessivo uso dei videogiochi.

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Bisogna creare un ambiente tranquillo per il sonno

Cosa fare se il bambino ha un attacco di panico notturno

Innanzi tutto, sebbene vedere il vostro bambino in una tale condizione di stress e paura può essere sconcertante, ricordate che non c’è nulla di preoccupante dal punto di vista patologico.

Dato che il bambino si trova già in una forma di agitazione, percepire la vostra tranquillità e la vostra presenza potrebbe essergli di grande aiuto. Cercate di non forzarlo con gli abbracci, piuttosto usate carezze e coccole per fargli capire che siete presenti.

Come curare il panico notturno

Se gli attacchi avvengono non troppo frequentemente, nell’ordine di uno alla settimana, basterà avere maggiore accortezza per il sonno del bambino: mantenere la temperatura della stanza costante e non far assumere al bambino cola o bevande gassate.

Gli attacchi di panico avvengono, solitamente, con estrema regolarità e sempre alla stessa ora, perciò potrebbe essere una buona idea svegliare, dolcemente, il bambino dieci minuti prima del momento in cui si dovrebbe presentare l’episodio di panico.

È opportuno non informare il bambino di quanto accaduto nel sonno perché potrebbe causargli ansia e peggiorare la situazione durante la notte successiva. L’omeopatia potrebbe venirvi in aiuto con alcuni prodotti che agiscono sul sistema neurovegetativo come, ad esempio, la melatonina: affidatevi al vostra erborista per un consiglio sul prodotto più adatto.

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