Come fare per abortire

Come fare per abortire è una domanda che tante donne si pongono ma che comporta sempre una scelta difficile che va presa considerando ogni aspetto, anche il più piccolo. Ecco quello che c'è da sapere sull'interruzione di gravidanza e sulle alternative possibili

Come fare per abortire

Come fare per abortire può essere il dilemma che affligge le donne che hanno deciso di interrompere la propria gravidanza, per varie ragioni e motivazioni.

Mettere a termine una gravidanza con un aborto è una decisione difficile che ogni donna spera di non dover prendere mai. La cosa migliore, per riuscire ad avere un quadro generale della propria condizione clinica e quella del bambino, e quindi riuscire a decidere con serenità, è discutere con il proprio medico di ogni piccolo e grande dubbio che vi assilla.

Il medico o il ginecologo sono persone preparate che non giudicano e non possono discutere della vostra condizione con altre persone, perciò non abbiate paura di parlare con loro. Sarà il vostro medico, inoltre, ad indicarvi il termine ultimo per poter interrompere la gravidanza, ovvero 12 settimane di gestazione. In caso di minorenni serve l’autorizzazione anche di un genitore o di un tutore, come dice la legge per abortire in Italia.

Purtroppo ci sono patologie riscontrabili durante la gravidanza, tramite esami diagnostici come l’amniocentesi o l’ecografia morfologica, che possono mettere in discussione il desiderio di divenire madre e che possono portare una donna a decidere di interrompere la gestazione.

Altre situazioni più gravi, come una gravidanza a seguito di un’aggressione o un concepimento avvenuta in giovanissima età, sono altre cause che possono indurre una donna a scegliere l’aborto.

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Come fare per abortire con la pillola

L’aborto, fino alla dodicesima settimana di gravidanza, può essere indotto attraverso la somministrazione di due farmaci, il Mifepristone ed il Misoprostolo. Questi medicinali si trovano in commercio con diversi nomi, tra cui il mio noto è RU486.

L’efficacia di questo metodo è del 90% e funziona causando delle contrazioni dell’utero che espellono i prodotti della gravidanza. Anche in questo caso è sempre bene farsi seguire da un medico.

Gli effetti dei farmaci, che vanno assunti a due giorni di distanza, sono abbondanti perdite di sangue, dolore al ventre causato dalle contrazioni, nausea, vomito e diarrea. Può accadere che l’emorragia diventi particolarmente intesa e si debba ricorrere ad un ricovero, in particolare se la donna soffre di una grave anemia. Perciò se avete deciso di abortire a casa prestate attenzione ai sintomi nei giorni successivi l’ingestione dei farmaci.

Dopo l’aborto, per una o due settimane, rimarrà un lieve flusso di sangue, mentre il ciclo tornerà dopo 4 o 6 settimane.

Se dopo aver assunto il farmaco non si presenta la perdita di sangue, significa che il farmaco non ha funzionato e la gravidanza è ancora in corso; si potrà ritentare alcuni giorni più tardi. Sarà necessario, se si presentano le abbondanti perdite, assicurarsi che la gravidanza sia stata interrotta, la cosa migliore è effettuare un’ecografia.

Il Misoprostolo è acquistabile con prescrizione medica ma ricordate che l’uso scorretto dei farmaci può essere molto pericoloso.

La pillola del giorno dopo non va confusa con i farmaci abortivi, essa agisce stimolando la produzione degli ormoni progestinici che impediscono all’ovulo fecondato di annidarsi nella cavità uterina.

La pillola del giorno dopo non è un contraccettivo e non deve essere utilizzata con leggerezza perché può avere conseguenza sulla salute della donna. Se ricorrete all’uso di questo medicinale perché avete subito un’aggressione non esitate a consultare il medico anche per escludere malattie sessualmente trasmissibili.

Come fare per abortire in ospedale

L’interruzione volontaria della gravidanza, nel caso la madre sia minorenne, dev’essere autorizzato dai genitori o da chi ne esercita la patria potestà.

Lo svuotamento strumentale è il metodo maggiormente eseguito per interrompere una gravidanza, viene praticato a seguito di un’anestesia locale e dura pochi minuti.

Entro le 8 settimane di gestazione l’embrione viene aspirato unitamente all’endometrio tramite una cannula introdotta nell’utero. Solo dall’ottava settimana si procede con la dilatazione della cervice per permette il passaggio di una cannula più grande.

Se la vostra preoccupazione più grande è di non poter crescere un bambino, ma il feto è sano e ha la possibilità di diventare un bel bambino sano e di grandi prospettive, l’aborto potrebbe essere la scelta sbagliata.

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In Italia ci sono tantissime coppie pronte ad adottare un bambino che sapranno crescerlo come figlio loro. Se non sapete dove andare per avere informazioni recatevi nei consultori di zona dove il personale preparato vi aiuterà.

In moltissimi ospedali è disponibile quella che viene definita “la culla per i bambini indesiderati”. Si tratta di una culla termica dove le madri che non vogliono tenere i loro bambini possono lasciare il neonato. Si tratta di un luogo sicuro, caldo e protetto adatto ad un bambino. In questo modo, le donne che non vogliono vivere la maternità, solitamente quelle molto giovani, possono avere una scelta e dare una possibilità di vita al bimbo.

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